In Tendenza Ora

Il Monumental si ferma per Messi: l’ultimo saluto alla leggenda argentina

Il confine sottile tra social e realtà. 

Milly fa ballare gli ascolti: 25,6% di share

Uno spettacolo made in Italy

Nella cornice della magnifica Galleria Vittorio Emanuele II di Milano, Vogue ha trasformato tutto in un vero palcoscenico da sogno.

Ad aprire la sfilata, ovviamente, l’italianissima Vittoria Ceretti, impeccabile in Valentino, per poi tornare protagonista nel finale con una eterea creazione Prada.

Lo spettacolo perché di questo si è trattato ha coinvolto anche la danza e la musica.

Durante lo spettacolo l’étoile Roberto Bolle con la sua straordinaria eleganza ha incantato tutti regalando momenti di pura arte classica sulle note di Verdi.

A illuminare ulteriormente la serata, la voce e il talento di Alicia Keys, che ha conquistato la Galleria con una cover di I feel love (del grande Giorgio Moroder) impeccabile e intensa (saranno forse le sue origini siciliane… )

Una notte dunque fatta di stelle, con alcune delle più grandi personalità dello spettacolo nazionali e internazionali ad assistere ma anche protagonisti dello show… Jennifer Lopez, Deva Cassel, Ghali, Michelle Williams, Cardi B, Aryna Sabalenka, Machine Gun Kelly, Elodie, insieme a una straordinaria parata delle migliori top model tra cui Gigi Hadid, Adriana Lima e Irina Shayk.

La colonna sonora di tutta la serata ha attraversato epoche e generi diversi, celebrando alcuni dei brani e degli artisti più iconici della nostra cultura: da Adriano Celentano a Ennio Morricone, da Pino D’Angiò a Gigi D’Agostino, fino all’intramontabile Umberto Tozzi.

Una notte incredibile, scintillante e iconica, in cui moda, arte, musica e danza si sono incontrate in uno dei luoghi più simbolici di Milano.

Il grande spettacolo di Vogue World ha inaugurato la Milano Fashion Week 2026, trasformando la città in una vera capitale internazionale dello spettacolo celebrando davanti al mondo intero l’impareggiabile forza della cultura, della creatività e dell’artigianato italiani.

Grandissimi.

Previous Post

The Shards: gli anni ’80 non sono mai stati così oscuri

Next Post

Un corpo non si misura in Jeans

Commenta!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *