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Campidoglio:il premio alla cultura che non ti aspetti

Pensavamo di aver visto tutto. E invece no.

Vanna Marchi e la figlia Stefania Nobile hanno ricevuto il “Premio Internazionale alla Cultura” (P.I.C.) nella prestigiosa Sala della Protomoteca del Campidoglio.

Una scelta che fa discutere e che porta inevitabilmente a una domanda: ma le vittime?

Perché prima di parlare di cultura e di riconoscimenti, forse sarebbe il caso di fermarsi un momento e ricordare chi, dall’altra parte, ha pagato un prezzo enorme.

C’è chi ha perso tutto o quasi, vedendo sconvolti la propria vita, i propri equilibri e la propria serenità. E ci sono storie ancora più drammatiche, raccontate nel tempo, di persone che, dopo aver perso tutto e sopraffatte dalla vergogna e dalla disperazione, sono arrivate persino a togliersi la vita.

Sono tragedie che non possono semplicemente scomparire dalla memoria mentre, anni dopo, le due protagoniste di quella vicenda tornano sotto i riflettori e ricevono un riconoscimento in una delle sale più rappresentative del Campidoglio.

Non si tratta di negare a qualcuno il diritto di cambiare, di ricominciare o di costruirsi una nuova vita. Si tratta però di non dimenticare ciò che è accaduto e, soprattutto, chi ne ha pagato le conseguenze.

Il tempo può trasformare il modo in cui una vicenda viene raccontata, ma non dovrebbe cancellare il dolore di chi l’ha vissuta sulla propria pelle.

Ed è per questo che quel premio lascia una domanda difficile da ignorare: e alle vittime, chi pensa?

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