Sydney Sweeney torna al centro dell’attenzione con una campagna pubblicitaria destinata a far discutere. L’attrice americana è protagonista di “Just Sports”, il nuovo spot di Novig, piattaforma di previsioni e scommesse sportive.
Nel video Sweeney appare completamente nuda, coperta soltanto da palloni e attrezzatura sportiva, passando dal basket al tennis, dal football all’hockey.
Una provocazione studiata per far parlare. E ci è riuscita.
Tra le reazioni più dure c’è quella di Amy Hunt, velocista britannica e campionessa europea.
L’atleta ha scelto di mostrare sui social il lato meno glamour dello sport: muscoli, sudore, fatica, sacrifici e anni di allenamento.
«Non è glamour. Non è sexy tutto il tempo», ha scritto Hunt.
Una risposta che ha riacceso il dibattito sulla rappresentazione delle donne nello sport. Anche Ariarne Titmus, Sophie Capewell, Gracie Kramer, Lani Pallister, Bree Rizzo e Tilly Kearns hanno criticato la campagna.
Il punto non sarebbe soltanto la nudità, ma il rischio che il corpo femminile torni a essere più importante della prestazione.
Sweeney, però, non sembra intenzionata a fare marcia indietro.
L’attrice è infatti anche partner strategica di Novig e detiene una quota della società. Ha partecipato direttamente alla realizzazione della campagna e ha difeso l’idea che mostrare il proprio corpo non significhi automaticamente svilire una donna.
Il web si spacca in due. E questa volta la domanda fa discutere: dove finisce la libertà e dove inizia la provocazione?

