In The Beauty la bellezza non è più un ideale, ma un’ossessione sistemica, una moneta di scambio che definisce valore, potere e identità. La serie costruisce un universo distopico in cui l’apparenza diventa legge e la ricerca della perfezione si trasforma in una deriva inquietante, capace di divorare chiunque.
Ne nasce un thriller dalle sfumature horror e fantascientifiche che intrattiene, ma soprattutto mette a nudo il lato più oscuro del culto dell’immagine.
La serie immagina un mondo in cui la bellezza è una vera valuta sociale. Dietro volti perfetti e corpi impeccabili si nasconde il vero disagio.
È proprio questo contrasto a sostenere una narrazione visivamente elegante, con una fotografia curata e un’atmosfera ipnotica.
Uno dei motivi anche per vedere The Beauty è Ashton Kutcher.
La sua interpretazione sorprende: abituati a ruoli più leggeri o positivi, qui veste i panni del “villain” con grande naturalezza. Il suo personaggio è carismatico, manipolatore e inquietante.
Tra le sorprese c’è anche il cameo di Bella Hadid, breve ma ben integrato. La sua presenza va oltre il semplice richiamo mediatico: diventa quasi un simbolo dell’industria della bellezza e rafforza il messaggio della serie.
Interessante anche il modo in cui viene trattata la sessualità. Al di là degli aspetti più espliciti, emerge una riflessione più sottile: la libertà con cui i personaggi vivono il desiderio nasce dal sentirsi finalmente a proprio agio nel proprio corpo. Liberarsi dall’ossessione dell’imperfezione cambia inevitabilmente anche il rapporto con il letto. Una sfumatura non sempre evidente, ma che arricchisce la narrazione.
Nonostante le ottime premesse, però, la serie non riesce sempre e a volte il ritmo rallenta e alcune scelte narrative risultano meno incisive del previsto. Resta comunque un prodotto interessante, capace di far discutere e offrire spunti che vanno oltre la trama.
Voto: 6,5/10

