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Ci sono giorni che diventano storia

Quella di Kimi Antonelli a Monza è una di quelle vittorie che difficilmente si dimenticano.
È partito dalla penultima fila, con l’obiettivo di portare a casa qualche punto. Nessuno, nemmeno il più ottimista, poteva immaginare quello che sarebbe successo poche ore dopo. E invece Kimi ha trasformato una giornata che sembrava impossibile in una delle imprese più belle che un giovane pilota italiano potesse regalare al proprio pubblico.


La cosa che impressiona non è soltanto la velocità. È il modo in cui questo ragazzo ha saputo affrontare la pressione, rimanendo lucido quando ogni errore avrebbe potuto compromettere tutto. Ha guidato con una sicurezza e una maturità che vanno ben oltre la sua esperienza, dimostrando di avere quel talento naturale che appartiene ai piloti destinati a lasciare un segno.


Papà Marco lo ha raccontato con semplicità: «Siamo arrivati a Monza pensando di portare a casa dei punti. Poi una macchina perfetta, una sua prova superlativa ed è arrivato un risultato che nessuno poteva immaginarsi».


Ed è forse proprio questo il bello di Kimi. Non sembra mai spaventato dalla grandezza del momento. Più aumenta la pressione, più sembra trovare dentro di sé qualcosa in più.
Sessant’anni dopo Ludovico Scarfiotti, un italiano è tornato a vincere a Monza. E questa volta a far esplodere di gioia il pubblico italiano è stato un ragazzo di Bologna che sta dimostrando, gara dopo gara, di avere qualcosa di veramente speciale.


Bisogna restare con i piedi per terra, continuare a lavorare e non smettere mai di crescere. Ma dopo quello che abbiamo visto a Monza è impossibile non pensare a quanto possa essere grande il futuro di questo ragazzo.
Perché Kimi Antonelli non ha semplicemente vinto una gara. Ha dimostrato di avere il talento, la personalità e la testa per diventare un grande campione.
E forse, quella di Monza, è soltanto la prima grande pagina della sua storia.


Kimi Antonelli.
Un nome che l’Italia non dimenticherà.

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