Parliamo di From. Una serie che, sempre sotto il segno di madre Paramount+, conferma ancora una volta quanto certe produzioni sappiano infiltrarsi nella mente umana.
From è una di quelle serie che non si consigliano: si impongono e vanno guardate, punto.
E’ di una una finezza tale e di una scrittura sottile, adescante, capace di prenderti per mano e portarti dentro un incubo.
La sua qualità più ipnotica? È un continuo collasso delle aspettative dello spettatore in cui possibili teorie durano il tempo di una puntata. La base di questa serie è proprio l’equilibrio precario tra ciò che pensiamo sia e ciò che ci sfugge.
In questo meccanismo malato si sente chiaramente la mano di Jack Bender e Jeff Pinkner, una coppia creativa formidabile quando si parla di costruire mistero. Non è un caso che entrambi abbiano avuto un ruolo importante anche in Lost, una delle opere che più di tutte ha ridefinito il modo di raccontare enigmi, personaggi e mitologie televisive. E come appunto in Lost la struttura di From non si appoggia a un singolo protagonista. Il racconto è corale. Ogni personaggio porta con sé una prospettiva diversa e una parte del mistero.
Il successo della serie non è passato inosservato nemmeno alla critica. Con un punteggio complessivo del 97% su Rotten Tomatoes, From è diventata una delle serie horror-fantasy più apprezzate degli ultimi anni. Le prime stagioni hanno mantenuto valutazioni altissime e la quarta ha addirittura raggiunto il 100%, confermando una continuità qualitativa rara per una serie costruita quasi interamente sul mistero.
E riesce a farlo talmente bene da trasformare l’incertezza e la frustrazione nelle sue più grandi qualità.

