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Nandi Milo: quando la musica entra in classe

In molte scuole italiane la musica non è soltanto una materia, ma diventa un’esperienza viva e condivisa grazie al lavoro di Nandi Milo, il cui vero nome è Riccardo Milo, musicista ed educatore che porta laboratori sonori direttamente tra i banchi. Con il progetto “Musiconauti”, trasforma le aule in spazi di esplorazione, dove i bambini non assistono semplicemente a una lezione, ma partecipano in prima persona alla creazione del suono.

Il suo approccio parte dall’idea che ogni bambino abbia un potenziale musicale naturale. Attraverso strumenti tradizionali, oggetti di uso quotidiano e tecnologie sonore, gli studenti scoprono come nasce un ritmo, come si propaga una vibrazione e come le emozioni possano essere raccontate attraverso la musica. L’esperienza non è mai passiva: si ascolta, si prova, si sperimenta, e la si costruisce insieme.

Nelle scuole dell’infanzia e primarie, questi laboratori diventano occasioni preziose per sviluppare concentrazione, collaborazione e fiducia in sé stessi. La musica diventa un linguaggio comune che unisce il gruppo classe, favorisce l’inclusione e stimola la creatività. Anche i bambini più timidi trovano uno spazio per esprimersi, perché il suono non giudica ma accoglie.

Il progetto “Musiconauti” richiama l’idea di un viaggio: ogni incontro è un’esplorazione, un piccolo percorso narrativo che intreccia immaginazione e scoperta scientifica del suono. In questo modo l’educazione musicale si lega alla curiosità, al gioco e alla meraviglia.

In un contesto scolastico che spesso privilegia le discipline tradizionali, il lavoro di Riccardo “Nandi” Milo dimostra quanto l’arte possa essere centrale nella crescita dei più piccoli. Portare la musica in classe significa offrire ai bambini uno strumento per conoscersi, comunicare e costruire insieme armonia, non solo sonora ma anche relazionale.

E ci chiediamo… Nandi, alle tue lezioni possiamo partecipare anche noi grandi?

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