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Sanremo, l’eterna porta chiusa ad Al Bano: scelta artistica o occasione mancata?

È accaduto ancora,Al Bano resta escluso dal Festival di Sanremo. Non è la prima volta, giià nel 2024, sotto la direzione artistica di Amadeus, il cantante era rimasto fuori dai Big nonostante avesse proposto nuovi brani, suscitando polemiche e delusione tra i fan. Ora, con Carlo Conti, la storia si ripete.

Al Bano non è un artista qualunque: è una delle voci che hanno costruito l’identità popolare del Festival, un nome che evoca l’Ariston prima ancora delle classifiche. Eppure, dopo aver presentato nuovi brani sia per il 2025 sia per l’edizione di quest’anno, ha ricevuto ancora un “no”,scoprendo all’ultimo momento la sua esclusione, senza alcuna comunicazione diretta dalla direzione artistica.

Il cantante pugliese ha raccontato di essere stato ascoltato, incoraggiato e rassicurato sull’interesse per il pezzo presentato. Poi, silenzio, nessuna chiamata ufficiale, nessuna spiegazione pubblica. Un’esclusione che brucia non solo per la mancata gara, ma anche per il metodo. Nel 2025, secondo quanto riferito dallo stesso artista, si era parlato di “equilibri” e persino di età: un argomento che, se confermato, solleva una questione delicata. Il Festival deve rappresentare la contemporaneità o custodire anche la memoria vivente della musica italiana?

Carlo Conti ha sempre difeso l’autonomia delle scelte artistiche. Ogni direttore costruisce un cast secondo la propria visione: equilibrio tra nuove generazioni, novità e grandi nomi. Nessuna regola impone di includere un artista per meriti storici: Sanremo non è un premio alla carriera, ma una gara, ed è da sempre stato un campo di tensione tra passato e futuro.

Escludere Al Bano può essere letto come un segnale di discontinuità, una volontà di puntare a un Festival più orientato al mercato attuale, dalle piattaforme digitali, e ad un pubblico più giovane. Ma confondere rinnovamento con rimozione è un rischio: le grandi manifestazioni popolari funzionano quando tengono insieme generazioni diverse, quando la storia dialoga con il presente invece di essere messa da parte.

Al di là delle scelte artistiche, resta la questione del rapporto umano.
Se un artista storico presenta un brano (seppur vetusto e ridondante) viene ascoltato e poi escluso senza preavviso, la trasparenza diventa fondamentale, e una telefonata può valere più di un comunicato stampa.

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