… ti avvolge, ti ipnotizza, e la assoluta seduzione è sempre lui: Lestat, interpretato da Sam Reid, magistrale, brillante, erotico, talmente perfetto da illuminare lui ogni scena.
Accanto a lui c’è un Louis nero, bellissimo, tormentato, nato e cresciuto in una New Orleans degli anni ’20 ricostruita con cura maniacale tra proibizionismo, locali clandestini, gioco d’azzardo, e la prostituzione come ingranaggio economico fondamentale.
I neri non sono la servitù: sono proprietari terrieri, signori, commercianti, imprenditori: parte integrante, e spesso trainante, della comunità.
La magia di New Orleans nasce proprio da questo: un intreccio di culture, lingue e superstizioni.
Dentro questo mondo, la relazione tra Louis e Lestat prende una forma senza spigoli: un legame tossico.
I dialoghi? Perfetti: sono confessioni che inneggiano alla bellezza della vita, la meraviglia dell’arte, la spinta continua della lussuria, dell’ingordigia, dell’eccesso.
Ed è proprio lì, nel cuore dell’eccesso, che arriva il conto: la solitudine, quella vera, quella che non risparmia nessuno, nemmeno chi non può morire.
Con la terza stagione in arrivo e l’universo di Anne Rice che Netflix ha ampliato: Intervista col Vampiro, Talamasca, Le Streghe di Mayfair, questo mondo fatto di desideri, peccati, magia e oscurità è destinato a sottolineare quanto la piattaforma sia, secondo noi, un passetto sempre avanti…
Non ci resta che invitarvi a guardare questa serie… e a scrivere qui sotto cosa ne pensate se l’avete già vista!

