Negli ultimi mesi la presenza mediatica di Belen Rodriguez è stata segnata da dichiarazioni discutibili, apparizioni pubbliche poco lucide e pseudo chiarimenti che, invece di placare gli animi, sembrano alimentarli.
Dall’intervista a “Belve” al dibattito sui doppi standard
La miccia si accende con l’intervista a Belve, dove Belen afferma tra le altre cose di “aver menato” tutti i suoi partner.
Una dichiarazione assurda resa con una naturalezza disarmante che ha immediatamente aperto il dibattito: e se lo avesse detto un uomo?
La questione non è secondaria.
Il tema dei doppi standard, soprattutto quando si parla di violenza domestica, ha occupato da subito il centro della discussione pubblica.
Vanity Fair Stories e l’effetto boomerang
Quando l’attenzione mediatica avrebbe potuto gradualmente scemare, avviene che durante l’intervista sul palco di Vanity Fair Stories, la showgirl appare visibilmente disorientata: movimenti poco coordinati, difficoltà ad articolare pensieri, sbiascichii e un’aria di smarrimento generale.
A complicare ulteriormente l’imbarazzante sipario è quando, durante l’intervista, Belen ribadisce il tema del tradimento, ormai un filo rosso della sua ultima apparizione, dichiarando ancora che in momenti di forte tensione, “uno schiaffetto” ai partner le è capitato di darlo. Quasi a voler rinormalizzare un comportamento che, in realtà, non andrebbe normalizzato da nessuno.
Il chiarimento social e il tema della salute mentale
Travolta dalle speculazioni, Belen pubblica un video sui social in cui spiega di soffrire di attacchi di panico e depressione, e di essere in cura da tempo giustificando il suo disorientamento come conseguenza per aver assunto più calmanti prima dell’intervista, in seguito a diversi episodi d’ansia.
Ma noi lo sappiamo bene che ogni chiarimento apre un nuovo fronte.
Una dinamica che espone ancora di più una figura pubblica già al centro dell’attenzione, che non ha più strumenti comunicativi efficaci per correggere i propri errori.
… e quindi?
La vicenda di Belen non è solo un caso televisivo o come siamo abituati a sentire “un errore di comunicazione”: è un chiaro esempio di come la responsabilità delle parole, la fragilità personale e la gestione mediatica possano intrecciarsi in modo così complesso che, talvolta, uscirne è quasi impossibile.

