Giornalistucoli, bloggettini, spioncini, nani e mangiafuoco: il grande circo del sottobosco del cosiddetto giornalismo rosa o di spettacolo è pronto alla lotta. L’obiettivo è uno: abbattere Fabrizio Corona e difendere il sistema che li sfama. Il giornalistucolo, il mestiere più antico del mondo, da non confondere con la nobile arte del giornalismo vero, qualunque sia l’argomento che si tratta.
Con le sue rivelazioni su Falsissimo Fabrizio Corona sta inconsapevolmente dando una grande lezione a tutti noi. Chiaramente non entriamo nel merito delle rivelazioni, peraltro molte già ampiamente note agli addetti ai lavori, ma analizziamo con distacco e anche divertimento le reazioni della cosiddetta opinione pubblica o del suddetto circo. Ci sono degli intoccabili, che è impossibile nominare e che qualsiasi cosa facciano vengono applauditi. E così se l’intoccabile viene attaccato, la corte interviene in difesa.
Inutile fare nomi, anche perché stiamo ancora mettendo appunto l’ufficio legale e non abbiamo certo la forza di Corona. Però basta farsi un giro sul web e vedrete la strenua e indignata difesa del povero giornalistucolo con la schiena dritta e la postura a 90 gradi, quello che se gli si muove un appunto tira in ballo madri e sorelle del criticante e si diverte a fare indovinelli, quello che spazia dal web alla carte stampata a quella patinata con quel pizzico di inquietudine tipica di chi passa la vita a cambiare il culo da leccare.
Poi c’è il grande critico televisivo, la grande autorità, quello che in pochi giorni di attività sul campo ha rischiato di far fallire tutto ed è stato rispedito a scrivere i suoi articoli intrisi di frustrazione e invidia. Colui che ha assurto a Dio assoluto Fiorello, dando del geniale ad ogni suo starnuto, che all’epoca massacrava Raffaella Carrà ed ora e un fan scatenato di Uomini e Donne.
Il terzo uomo, invece è un po’ anarchico, aspetta di scommettere dopo aver visto il risultato e ignora tutto come un Tg5 qualunque. Insomma in questa storia in cui ognuno è quello che è la parte più triste la recitano questi morti di fama, come direbbero loro.
E poi ci sono gli ultrà: quelli che tifano. Magari sono nelle redazioni o nel pubblico dei programmi tv oppure influencer da quattro soldi che difendono, lottano combattono.
Guai a toccare gli intoccabili. In conclusione dal nostro punto di vista non è importante se tizio vada con caio, e Sempronia con tizia. Sono affari loro. E’ divertente vedere come ci si scaldi e ci indigni. Soprattutto se a farlo è chi sul gossip, le rivelazioni, le spiate e il guardare la vita degli altri dal buco della serratura ci ha costruito una vita. Misera. Ma pur sempre una vita


