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Pandoro gate: Chiara Ferragni esce “pulita”, ma qualcosa si è rotto…

Il giudice rigetta le aggravanti contestate dal pubblico ministero.
Il capitolo giudiziario del Pandoro-gate si chiude così, e Chiara Ferragni ne esce formalmente “pulita” sul piano penale.

C’è però un passaggio fondamentale che va chiarito, perché dice molto più della semplice formula di proscioglimento.

Le aggravanti vengono escluse non perché il fatto sia stato ritenuto irrilevante, ma perché viene meno la denuncia delle parti offese. Associazioni e soggetti coinvolti tra cui anche realtà come il Codacons hanno infatti accettato risarcimenti economici, ritirando le querele.
In assenza di una parte che si dichiari danneggiata, il quadro accusatorio si ridimensiona e il procedimento penale perde forza fino a chiudersi.

Dal punto di vista giuridico, nulla da eccepire.
Dal punto di vista simbolico e culturale, però, questa storia resta uno spartiacque.

Oltre le sentenze, il danno d’immagine.

Il Pandoro gate non segna tanto una svolta giudiziaria, quanto un brusco rallentamento nell’ascesa dell’imprenditrice digitale più potente d’Italia.
E soprattutto lascia una crepa evidente nel rapporto di fiducia tra pubblico, brand e influencer.

Per la prima volta, il grande pubblico ha visto da vicino i meccanismi commerciali che stanno dietro a campagne presentate come benefiche. E questo ha generato una domanda che non può più essere ignorata: quanto è davvero trasparente la comunicazione degli influencer?

Al di là delle responsabilità penali che il tribunale ha escluso il caso ha acceso un faro su un tema ormai inevitabile.
Oggi la comunicazione commerciale online è regolamentata, monitorata e sempre più sotto la lente delle autorità. Chi lavora nel settore non può più permettersi ambiguità, scorciatoie narrative o zone grigie.

Forse l’era dell’influencer marketing a bomba, quello basato solo su hype senza controllo, è davvero arrivata al capolinea.
Al suo posto si apre una fase più adulta, fatta di responsabilità, chiarezza e inevitabilmente meno magia (e soldi).

• Multa AGCM per il Pandoro: € 1.000.000
• Donazione all’Ospedale Regina Margherita: € 1.000.000
• Impegno di donazioni per le Easter Eggs: € 1.200.000 (triennio)
• Accordo con Codacons (beneficenza + rimborsi): € 200.000

Totale complessivo stimato: € 3,4 milioni

Non le è andata proprio così liscia…

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